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Le imbarcazioni della tradizione siciliana

  • Restauro per le muciare di Bonagia, a Valderice.
  • Le imbarcazioni venivano utilizzate nella storica tonnara.
  • L’intervento punta a rimetterle in sesto e posizionarle in un’apposita struttura.

Nuova vita per le muciare di Bonagia, nel territorio di Valderice. Dopo aver ricevuto il parere favorevole della Soprintendenza dei Beni Culturali e Ambientali, sono partiti i lavori di recupero e musealizzazione. Si tratta delle antiche imbarcazioni usate per la storica tonnara di Bonagia. Nello specifico, si tratta di tre “parascarmi” e una barca “signale“: le prime servivano a trasportare i tonnaroti, l’ultima a segnalare la presenza dell’impianto di pesca. Erano abbandonate sulla scogliera da un quarantennio. L’intervento punta a rimetterle in sesto e a sistemarle in un’apposita struttura.

I lavori di restauro non sono semplici. Se, infatti, le parti in legno di rovere si sono comunque conservate bene, quelle in legno di pino hanno riportato danni più ingenti. Nel corso degli anni, gli agenti atmosferici hanno, naturalmente, influito pesantemente sulla stabilità e le strutture. Il sindaco di Valderice, Francesco Stabile, ha commentato: «Un momento tanto atteso, per il quale abbiamo lavorato senza sosta, con tenacia e costanza. Il progetto è finanziato con fondi europei, per un importo di 100mila euro, non sottovalutando l’importante finanziamento da parte del Comune di Valderice di una somma pari a 25mila euro».

Muciare di Bonagia, la vita del borgo marinaro

La ditta Ikos, aggiudicataria dei lavori, ha nominato come direttore tecnico di cantiere Matteo Maurizio Stabile: suo nonno ha contribuito alla costruzione dei vascelli, utilizzati per la pesca del tonno. «Un uomo – ha detto Stabile – che ha un legame forte con l’identità culturale e storica di questo borgo marinaro e che ha continuato il proprio lavoro alla costruzione delle moderne barche in acciaio per la Tonnara di Nino Castiglione». La fine dei lavori è prevista entro il mese di dicembre. Le muciare saranno protette da una pergotenda, dove potranno essere ammirare dai visitatori. «Bonagia e la vita dei sui abitanti – ha concluso Stabile – sono ancora fortemente legate alle attività del borgo marinaro. Un luogo in cui occorre preservare la specificità, la storia e la memoria». Foto di Fabiola Ilardo – Licenza.

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