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Pochi conoscono la storia dello Zucco, un vino siciliano esclusivo e molto pregiato. Per raccontarla, dobbiamo andare indietro nel tempo, all’Ottocento. A produrlo era Henri Philippe, duca D’Aumale, figlio di Luigi Filippo d’ Orlèans, re dei Francesi, e di Maria Amalia Borbone di Sicilia. Lo Zucco è una località agricola che si trova tra i comuni di Montelepre, Giardinello, Terrasini e Partinico, quindi nel Palermitano. Oggi appare tranquilla, ma in passato è stata protagonista di vicende molto importanti dal punto di vista dell’innovazione economica e delle attività degli aristocratici illuminati. Tra queste attività vi è anche la produzione del vino Zucco, che ebbe inizio nel 1856. Scopriamo, dunque, questa storia, cominciando dall’inizio.

Vino Zucco, la storia

Come abbiamo anticipato, a guidare l’innovazione fu il duca Henry D’Aumale. Nell’Ottocento decise di acquistare da don Vincenzo Grifeo, duca di Floridia e principe di Partanna, circa 6mila ettari di terreni. Qui, tra vallate, sorgenti e vecchi percorsi sterrati, sorse la tenuta dello Zucco. Alcuni documenti, come la “Rivista industriale, commerciale e agricola della Sicilia”, raccontarono l’idea del duca. Voleva creare una forte attività imprenditoriale, all’insegna dell’innovazione, rendendo l’area un ricco centro produttivo, di stampo autarchico. Nel cuore del feudo, tra la vegetazione, c’era anche l’abitazione del nobile. Era, dunque, un borgo che includeva un frantoio, cantine, scuderie e alloggi.

In altri documenti provenienti dall’Archivio di Parigi “Branche d’Orléans”, si possono osservare progetti, carteggi e molto altro, risalenti all’Ottocento. Da questi emerge con chiarezza il patrimonio siciliano degli Orléans. La loro attività era basata essenzialmente sulla coltivazione e la lavorazione dell’uva e dell’ulivo. Da un’idea del duca nacque un vino, chiamato “Lo Zucco”, che gli assicurò un grande successo. Fu anche presentato all’esposizione nazionale di Palermo del 1891-1892. Divenne famoso per la sua purezza rispetto al Madeira e si produceva in uno stabilimento all’avanguardia, a Montelepre. Le innovazioni apportate dal duca furono presto diffuse negli altri feudi, dando vita ad un processo di miglioramento di tecniche e colture in una zona prevalentemente caratterizzata dall’arretratezza.

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